Recensioni Indie N.3: Tales

Attenzione: le recensioni contengono spoiler!

Ricordate: le recensioni contengono anche opinioni personali del recensore che possono non essere condivisibili.

 

 

Creazione del gioco

Tales è la nuova avventura punta-e-clicca di Ape Marina creata con Adventure Game Studio (AGS) 3.3.0, prodotta di recente il 14 Novembre 2016. Come sempre abbiamo Andrea Ferrara che si occupa dei disegni e, insieme a Giovanni Ottomano Palmisano, anche della storia; le musiche sono create da Luigi Di Guida.

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Trama e andamento della storia

In un’antica biblioteca si trova un vecchio bibliotecario con dei problemi di salute, e sapendo della sua imminente fine decide di lasciare una lettera ma decede appena finisce di scriverla. A questo punto entra in scena Alfio Canù, un ragazzo in cerca di lavoro che si spaccia per bibliotecario esperto e viene assunto per la manutenzione dei libri.

Appena entrato al lavoro, Alfio fa la sua sgradita conoscenza con Oblio, un essere che proviene da una storia non scritta (tutte le pagine del libro dal quale proviene sono bianche) e il cui scopo è cancellare tutta la narrativa dal mondo. Il nostro eroe, ovviamente, non crede a quello che ha visto e addirittura pensa di essere vittima di uno scherzo o in preda ad allucinazioni. Con l’andare avanti della storia Alfio si ricrederà su l’avventura che sta vivendo e cercherà di fermare Oblio e il suo dannosissimo piano, aiutato anche da un’icona della saggezza come il Mago Merlino, il primo personaggio della narrativa che incontrerà.

Il compito principale di Alfio non è comunque affrontare Oblio da solo, faccia a faccia, poiché Oblio è molto potente, bensì sarà di andare a cercare l’unico eroe con la forza di battere Oblio, e questo eroe è Gilgamesh della mitologia sumera. tuttavia il compito non sarà facile dato che verrà a sapere che Gilgamesh è depresso per la morte del suo migliore amico Enkidu e non sarà facile convincerlo a tornare a combattere.

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Alfio e il suo mondo

Alfio in sé non è proprio un eroe tutto d’un pezzo e ha pure un carattere scettico, fatto di battute pungenti e sarcastiche con cui etichetta i personaggi che incontrerà anche se, a dire il vero, anche questi personaggi non faranno molto per farsi amare; questo ce lo dirà perfino lo stesso Alfio che si chiede come mai tutti chiedono dei favori in cambio del loro aiuto senza mai incontrarne uno che lo faccia per piacere. Specialmente all’inizio del gioco si noterà che è un po’ svogliato e pieno di lamentele per il compito che Merlino gli ha affidato, ma non si tirerà indietro né alla sua richiesta né a quelle degli altri.

Sebbene come eroe non si fa amare fin dall’inizio, il nostro non può comunque non piacere dato che è ironico quanto basta per farcelo accettare così: un po’ acido ma disponibile.

Ci sono molte battute divertenti, quella che mi è piaciuta di più è quando si chiede consiglio a Merlino su come trovare i soldi da dare al nocchiero per raggiungere Gilgamesh! La già citata ironia acida del protagonista poi fa storcere volentieri il naso, nella tradizione delle battute che ci hanno già fatto conoscere Andrea e Gianni.

  
 

Sistema di gioco

Il sistema base del gioco è quello centrale della biblioteca, che fa da punto centrale di ogni spostamento di Alfio; da qui possiamo cercare i libri che si sbloccheranno ogni volta che Merlino ci dirà di cercare quello corrispondente. A questo punto i libri si possono cercare nel casellario e, cliccando sopra il titolo, verranno evidenziati nella biblioteca; se conosciamo già l’ubicazione del libro potremmo semplicemente andarci sopra col puntatore e ne vedremo il titolo. Per uscire dalla storia non dovremo fare altro che andare nell’inventario e usare la campanella e ci ritroveremo nella biblioteca, in modo da poter passare a un altro libro. Fin qui ammetto che la trovata di entrare dentro dei libri non è nuova nel mondo cinematografico e della letteratura ma nei videogiochi non viene usata spesso e l’unico gioco che aveva sfruttato un’idea simile è stato Ivan Venturi con le avventure di Theo Mavik (giochi sconosciuti, lo so, ma di cui vorrei parlarvi presto) ma non quella di passare da un libro all’altro.

Oltre questo, ricevermo da Merlino anche la Borsa Magica che ci permetterà di trasportare alcuni oggetti da una storia all’altra, aumentando la difficoltà del gioco. Questa idea la trovo originale e aggiunge un tono di innovazione al mondo delle avventure grafiche.

  
 

Enigmi

Gli enigmi si sviluppano in tre modi: il classico trovare l’oggetto per andare avanti nell’avventura, le prove d’intelligenza, il parlare coi personaggi

Il primo è l’andamento classico delle avventure, con il trovare l’oggetto da usare su un “obiettivo cliccabile”, cioè un altro oggetto sullo sfondo o un personaggio con cui si interagirà e permetterà l’azione che ci farà progredire; altro classico è quello di craftare gli oggetti in modo da crearne un altro che poi verrà usato come sopra; a questo si aggiunge quello di dare l’oggetto al personaggio giusto che sbloccherà l’azione per progredire nel gioco.

Il secondo si basa su piccoli enigmi che prevedono di spremere le nostre meningi per capire che cosa significhino. Alcuni si presentano addirittura come giochi che facevamo da bambini per didattica.

Il terzo fa parte delle avventure da un po’ e si tratta del parlare coi personaggi per sbloccare frasi che ne faranno sbloccare altre a loro volta da altri personaggi.

 

Riprendendo il punto secondo, Tales sembra che sia strutturato proprio a scopo didattico, per avvicinare i giovani alla lettura e ai videogiochi educativi.

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Stranezze

Durante la storia c’è una stranezza interessante: Thor sembra che sappia che Alfio viaggia nel tempo. Questo lo sideduce dal fatto che non pare stupito del fatto che Alfio gli renda il martello subito dopo averlo usato; ricordiamo che Merlino ha detto che nessuno avrebbe notato l’assenza di Alfio perché il tempo, per i personaggi, non sarebbe passato. Per cui, riassumendo: Alfio chiede il martello a Thor, distrugge il cancello dove si trova Pegaso, ritorna da Thor, gli rende il martello ma Thor non si domanda come mai Alfio gli abbia restituito Mjollnir appena prestato. Altra cosa strana è che pare sia a conoscenza di Oblio.

Tutto ciò è forse spiegabile dal fatto che sia una divinità, dopotutto la stessa Atena riconosce Alfio come non proveniente dal loro mondo e destinato a una grande missione. Questa è l’unica risposta che mi sia venuta in mente.

 

 

Lati negativi

Ora mi sembra sia necessario evidenziare i lati negativi del gioco cominciando subito dalla lentezza. Il gioco è molto incentrato sul sistema di gioco di entrare e uscire da ogni libro, il che ci porta a: uscire da una storia, tornare in biblioteca e cercare un’altra storia, e poi entrare nella storia successiva. Se poi si rimane incastrati nel gioco senza sapere che fare, un backtracking del genere può essere molto pesante. A questo viene però in aiuto l’innovazione apportata rispetto alle avventure grafiche precedenti e che io stesso avevo fatto notare nella mia recensione di Donald Dowell (spero che Ape Marina abbia letto e preso spunto da essa), e si tratta del doppio click per avanzare rapidamente da una scena all’altra. A questa è stata aggiunta anche il tasto Esc che permette di saltare le animazioni; ciò significa che premendo due volte per entrare in un libro ci si entra rapidamente e il tasto Esc ci permette di saltare le animazioni di Alfio che prende e apre il libro, oppure quando lo ripone nello scaffale. Può sembrare un po’ articolata come azione ma a me è piaciuta molto questa pensata e ho giocato molto più velocemente e non mi è pesato il backtracking.

Per quanto Tales si presenti a noi come una storia da raccontare e da vivere, questo lo rende meno appetibile per gli amanti del punta-e-clicca classico dove il click continuo la fa da padrone; ad un certo punto sembrerà di giocare ad un gioco della TellTale (nemmeno a farlo apposta mi è venuta in mente questa software house) anche se, per fortuna, Tales ha da offrire molto di più come “fatica cerebrale”.

Il gioco si presenta molto semplice e far storcere il naso in chi cerca una vera sfida o un punta-e-clicca che faccia sudare; specie l’aiuto di Merlino è rilevante nella risoluzione degli enigmi. Ammetto che io stesso sono rimasto un po’ sbalordito ma se è vero che alcune trovate sono facilmente intuibili e altrettanto vero che altre lo sono molto di meno e il gioco non delude. Io penso addirittura che questo sia dato proprio dalla meccanica del gioco e che una difficoltà elevata con un backtracking così ostico sia veramente difficile da calibrare ma nell’insieme il compromesso è stato trovato.

 

 

Il mio pensiero su Tales

Tutto ciò che ancora posso dire di Tales è puramente personale ma credo che ci siano dei dati reali validi per tutti.

Prendiamo in considerazione che Tales ci dà ancora una volta prova che Ape Marina non crea giochi volutamente commerciali ma punti sempre sul creare qualcosa di nuovo e questo rende le sue creazioni sperimentali. Il suo provare a portare i giovani alla narrativa è ben visibile, a mio avviso, dagli enigmi didattici che ho accennato precedentemente ma uniti anche dal modo di presentarci le storie antiche in modo edulcorato, in quanto sappiamo che alcune di esse sono “sporche”, con riferimenti “over 18” e violenza inaudita.

Anche prendendo il personaggio di Alfio sappiamo che non ne sa niente di libri, anche se è stato al liceo, ma non conosce neppure la manutenzione e il suo scopo era puramente materiale (la ricerca di lavoro); alla fine lui stesso è un prescelto che diverrà bibliotecario fino alla fine dei suoi giorni e lascerà una lettera esattamente come il suo predecessore. Tutto questo io l’ho interpretato come un capire l’importanza di preservare la cultura e non sottovalutare la narrativa rispetto alla scienza (come si fa al giorno d’oggi), perché anche la fantasia ha un suo valore. Lo stesso personaggio di Oblio ci riporta alla mente il Nulla de La Storia Infinita, che voleva cancellare la fantasia.

Tales va avanti lentamente ed è abbondante di dialoghi, di riferimenti e presenta il gioco per quello che è: un lungo racconto.

 

Scostandomi dalla morale e andando sul lato tecnico, chi non trova Tales un prodotto che può competere con mostri moderni tipo la serie di Deponia ha ragione, infatti quest’ultimo gli è strutturalmente superiore ma non ha comunque lo stesso spessore. Cercherò di essere breve perché altrimenti ne uscirebbe una recensione anche su Deponia!

Parliamo di un gioco che ha una caratterizzazione dei personaggi alta ma che non porta nulla di nuovo all’orizzonte e non ha neppure uno spessore etico come può essere quello del nostro “piccolo” Tales. Si parla tanto di evitare i prodotti commerciali, creati solo per vendere, ma poi andiamo a spendere i nostri soldi in prodotti dai disegni stile manga, mentre qui abbiamo l’arte di AprilSkies (Andrea) e la buttiamo al cestino perché il manga è più accattivante; a questo si aggiunge che vogliamo il prodotto made in Italy ma lo vogliamo filo-nipponico, praticamente una cinesata ma sarebbe meglio chiamarla “italianata” che scopiazza l’arte dei mangaka; abbiamo un prodotto dal significato profondo con una ricercata originalità ma poi si sceglie il classico eroe che salva la bella di turno e poi tutto condito da ambientazione post-apocalittica misto steampunk che ancora fa l’occhiolino al Sol Levante. Ora abbiamo tra le mani un prodotto italiano, con personaggi, umorismo e arte all’italiana ma non lo sappiamo apprezzare, meno male che a renderci grazia ci sono dei sostenitori che hanno fatto da doppiatori e traduttori al progetto, molto probabilmente facendoci notare come all’estero siano più aperti ad apprezzare i prodotti italiani che non gli italiani stessi.

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