Critica sulle “retroconsole” e i “retro add-on”

Guardando un recente video di Doctor Game chiamato Nintendo NES CLASSIC MINI, ho notato un sistema di marketing becero non solo per monetizzare su dei giochi talmente datati che potrebbero essere dati in freeware ma anche una voglia di non creare nemmeno un hardware e fare ancora leva sui nostalgici o i giovani curiosi dei videogiochi del passato. Ora procederò con ordine per farvi leggere il perché io sono contrario alle “retroconsole”.

Io chiamo “retroconsole” tutte quelle console o add-on che hanno come scopo di diventare una raccolta di giochi del passato o permettere alle macchine moderne di leggere le vecchie cartucce.

Tutti questi apparecchi mostrano sempre dei punti deboli facilmente evitabili tanto da far pensare che se non sono stati evitati, siano stati lasciati apposta. Per esempio ci sono delle retroconsole come il Supaboy, che non hanno la compatibilità per tutte le regioni: pensate davvero che non sarebbe potuto essere implementata una funzione universale?

Andiamo avanti con tutte quelle retroconsole come il già citato NES Classic Mini, che non hanno nemmeno l’hardware del NES! Invece si risolve tutto in un hardware semplice che fa girare i giochi come emulatore. Questo è proprio prendere in giro gli utenti, specie quelli affezionati alle case, come SEGA e Nintendo, che ci hanno accompagnato nella nostra giovinezza. Non si poteva ricreare l’hardware del NES e far girare i giochi in maniera ottimale? La Nintendo aveva davvero bisogno di un espediente così misero per vendere una “cineseria non tarocca”?

A questo aggiungo anche il video Un Inadatto Adattatore, che mostra proprio come si utilizzi l’espediente dell’emulatore spacciandolo per retroconsole. In questo video si vede nettamente come la macchina, anzi l’emulatore, non faccia girare i giochi per il Mega Drive come farebbe se ne avesse l’hardware.

Chi ce lo fa fare a comprare retroconsole a 60 o 100 euro quando basta avere il PC e scaricare gratuitamente gli emulatori? E qui non parlo di pirateria, ammettiamo che i bios e le rom ognuno le estragga dalle cartucce originali, gli emulatori sono tutti free oppure open e il costo del PC o del cellulare non è nemmeno da considerare. A questo punto valeva la pena creare degli emulatori a pagamento con i bios originali, creare una specie di iTunes per i vecchi giochi e vendere tutto a prezzi bassissimi se non addirittura freeware per i giochi 8 bit; ma non sia mai che cadano in disgrazia se poi si scarica Super Mario Bros. in massa e la “grande N” non perda anche quelle preziosissime briciole da mangiare!

Rimango veramente deluso da questo scempio permesso dalle case famose a dei totali imbranati che gli sporcano la faccia ma sono sempre sull’attenti, avvocati alla mano, se un semplice ragazzo scarica le loro rom o usa i loro personaggi per creare fangame, traduzioni o rifacimenti dei loro giochi e personaggi. Questo è uno dei motivi per cui mi sto sempre più allontanando dai grandi nomi e mi avvicino al mondo indie (anche a pagamento), open source e mi fanno piacere i giochi definiti “cloni” che ci permettono di giocare a giochi stupendi senza il terrore di finire in tribunale.

Io ritengo che queste retroconsole siano solo un modo per succhiare soldi ai propri follower, e che non valgono nemmeno un euro dei soldi spesi né per le capacità nulle delle macchine proposte né per la fiducia tradita da queste case.

Questo voleva essere anche un piccolo sfogo ma non pensiate che non abbia ragionato su tutto ciò che ho scritto e che non me lo sia riletto.

Ringrazio ancora i video di Doctor Game per avermi dato lo spunto per scrivere questo articolo.

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